Classi Quinte Scuola Primaria "E. Travaini"
L’attenta lettura di alcuni vecchi registri, “portati in superficie”
dalla nostra Preside dall’archivio situato nei sotterranei della scuola,
risalenti agli anni scolastici che vanno dal 1928 al 1948,
ci hanno aperto le porte sul mondo di bambini ed insegnanti vissuti in quei periodi.
Abbiamo trovato notizie di carattere storico, ma soprattutto relative alla vita quotidiana di quelle persone:

Alla loro nutrizione, alle malattie contratte, al livello di povertà di alcuni,
alle iniziative messe in atto da insegnanti e istituzioni per aiutare i più deboli.

Tutto ciò ci ha incuriosito.
Da qui la decisione di raccogliere ulteriori notizie ponendo delle domande ai nostri nonni.
Per questo abbiamo preparato un questionario
da sottoporre alle persone anziane di nostra conoscenza vissute nei periodi sopracitati.

Abbiamo raccolto in questo modo una grande quantità di interessanti notizie, legate ai ricordi e alle emozioni di quei “vecchi-bambini”.
L’età dei nonni è molto varia (dai 92 anni ai 60)
Alcune domande hanno ottenuto risposte simili.
- Il pane era un nutrimento importante
- Il cibo non si sprecava
- C’era più rispetto per il cibo
Era più “facile “ vivere in campagna perché si trovava più cibo, essendoci coltivazioni e allevamenti
Durante la guerra il cibo era razionato e veniva distribuito con una Tessera Annonaria
Le scuole in cui funzionava il servizio di Refezione erano poche (nella nostra zona era presente negli Asili)
A scuola veniva distribuito l’olio di fegato di merluzzo che sopperiva alla carenza di proteine e vitamine
L’alimentazione era poco varia
Si mangiavano soprattutto latte, pane, minestre con verdure o legumi, riso, pasta, patate
Si consumavano poco carne e pesce
Il pane era la base dell’alimentazione
Nelle regioni del Nord era molto diffusa la polenta.
C’era più solidarietà tra le persone.

Le parole dei nonni:
“Sale, riso, zucchero, pasta, olio, vino, sapone si prendevano in drogheria, con una speciale tessera”
“Nel periodo della guerra c’era poco da mangiare e questo poco veniva consegnato con la tessera annonaria: tutto era razionato”
La spesa in tempo di guerra (DIA Banca dati INDIRE)

“Nella mia scuola c’era il servizio di Refezione, io ne usufruivo e mangiavo : minestra, pasta asciutta, formaggini coonfezionati, marmellata o gelatina. C’erano delle cuoche che preparavano il cibo nella scuola”
“La Refezione si svolgeva nell’interrato della scuola ed era pagata dal Patronato”
“Il servizio di Refezione era presente all’asilo: le suore preparavano il primo, minestra o pasta, il secondo lo portavamo da casa (prosciutto, uovo sodo o formaggino Bebè)”


“Nel mio cortile abitava una famiglia molto povera, che non aveva nulla. Alla domenica, quando si tornava dalla messa, si toglievano i vestiti “buoni” indossati e si appendevano sul terrazzo a prendere aria. Lo faceva anche quella povera mamma; io prendevo un pezzo di pane, un po’ di formaggio e una manciata di fagioli e li mettevo nelle tasche dei vestiti appesi a prendere aria sul terrazzo, per non metterli in imbarazzo dandoglieli personalmente.”

Di regione in regione ... di pane in pane
Infine abbiamo ricercato le ricette del pane tipico di ogni regione,
che abbiamo riportato sulla sagoma di una grande michetta.




