Presso la Scuola Elementare “A. Manzoni” di Parabiago è stato allestito un Museo in cui si trova oggi esposta e valorizzata - dopo essere stata abbandonata e dimenticata per parecchi decenni - una cospicua raccolta di materiale didattico, nonché una considerevole quantità di antichi Registri, risalenti all’anno scolastico 1900/1901, ricchi di cronache e di testimonianze relative ad oltre un secolo di Storia.

Il Progetto che abbiamo voluto realizzare in occasione di Expo 2015 è partito da qui, da questo museo, con un duplice obiettivo: da un lato testimoniare come da sempre la scuola abbia fatto propria la consapevolezza che il cibo fa, costruisce il corpo, come da sempre la scuola si sia fatta carico di prendersi cura di questo corpo visitandolo, pesandolo, osservandolo e nutrendolo e, dall’altro, promuovere lo spazio del Museo come luogo vivo da cui partire per fare Ricerca, sulle più diverse tematiche possibili, ma, soprattutto,  a partire da qualsiasi età .

 

 

 E’ stato infatti attingendo alle pagine dei vecchi documenti che i bambini della scuola dell’infanzia prima, gli alunni della scuola primaria e della secondaria di primo grado poi,  hanno potuto realizzare significativi percorsi di approfondimento legati al tema dell’alimentazione.

Il filo conduttore prescelto è stato il tema del pane, per l’ovvia valenza simbolica che esso rappresenta, e si è partiti  dalle testimonianze ritrovate negli antichi registri in cui ricorreva sistematicamente la cronaca della celebrazione della giornata del pane, voluta dal regime al governo nel triste periodo tra le due guerre.

Le testimonianze rintracciate nei vecchi registri sono talvolta esposte con colori vividi che veicolano il forte impatto emotivo che il cibo ha sugli individui, in particolare quando ad essere sottolineata è la sua assenza. Anche per questo motivo si sono volute citare alcune tra le espressioni più significative con cui i maestri, per interi decenni, hanno osservato i loro alunni e si sono interrogati sul loro nutrimento: una sorta di “codice materno” che seguiva parallelamente il sentiero delle celebrazioni volute da chi, a tutti gli effetti, promuovendo concetti quale autarchia e sviluppo economico della nazione, andava sottolineando il valore del pane con l’enfasi di quello che avrebbe voluto essere il “codice paterno” che doveva presiedere, appunto, le varie ricorrenze.

 

     Anno Scolastico 1937/38. Classe quarta maschile, Parabiago.

“Classe di 54 bimbi; molti poverissimi e mal nutriti! La scuola dovrebbe provvedere anche al nutrimento di tutti gli alunni che educa: ci sarebbe più profitto e maggior disciplina…”

     Anno Scolastico 1938/39. Classe prima, plesso di Villastanza .

“Ieri abbiamo avuto la visita del comandante che ha preso accordi con la collega Opizzi, Segretario politico di Parabiago per la refezione scolastica. Con oggi infatti si inizia la refezione data a più di 40 bambini bisognosi. I ragazzi sono contenti e guardano con compiacenza la buona minestra fumante e i bei mandarini allineati sulla tavola.”

    Anno Scolastico 1939/40. Classe terza mista di Villastanza.

“11 dicembre. Con oggi funziona la refezione scolastica. Parecchi miei alunni usufruiscono della benefica iniziativa. Che veda dei visetti pallidi farsi rubicondi. Poveri piccoli, quanta pena mi fanno! …”

    Anno Scolastico 1939/40. Classe quarta mista di San Lorenzo.

“8 febbraio. Oggi sono arrivate dieci bottiglie di olio di merluzzo da distribuire a tutti i bambini gracili ella scuola. Siccome quasi tutti ne hanno bisogno ho distribuito l’olio delle due bottiglie destinate a quelli della mia classe a quanti lo desideravano. Peccato che era proprio poco! …”

     Anno Scolastico 1939/40. Classe quarta mista di Villastanza.

“9 gennaio. Abbiamo ripreso la scuola. Molti sono oggi gli assenti per malattia. Forse…indigestione! … poveri bimbi malnutriti!…”

    Anno Scolastico 1947/48. Classe prima di Parabiago.

“15 maggio. Con oggi si è chiusa la refezione scolastica che anche quest’anno è stato possibile distribuire con gli aiuti dell’U.N.R.A. Ritengo che questa forma di assistenza non dovrebbe più essere soppressa, ma anzi potenziata al massimo, fino a farne beneficiare la totalità degli alunni, perché essa non sia fattore controproducente, umiliando il non abbiente nei confronti dell’abbiente, ma serva invece ad avvicinare di più e meglio i bambini appartenenti alle diverse categorie e classi sociali…”

    Anno Scolastico 1947/48. Classe quarta di Parabiago.

“30 aprile. Oggi ho spartito a tutti gli alunni un pacchetto di cioccolata e alcune caramelle. Tutto ciò è un dono dell’Ente per i soccorsi all’Europa (U.N.R.A.)Dobbiamo essere grati agli Stati Uniti d’America per il continuo e disinteressato aiuto alle nostre popolazioni, duramente provate dalla guerra.”