Parole e immagini: la storia dell’Istituto Manzoni e di Parabiago attraverso i registri scolastici

 

 

 

 

I registri dell’Istituto Manzoni permettono di ricostruire non solo la storia della scuola stessa, ma anche di ottenere, attraverso lo studio delle testimonianze dei docenti dell’epoca, un poliedrico spaccato della società e dell'economia della città di Parabiago dal 1900 in avanti. La Scuola Secondaria di Primo Grado Rancilio vuole proporre, per le classi seconde, un percorso che porti alla scoperta della scrittura narrativa quale strumento di conoscenza, giaciglio emozionale e palestra per sperimentare nuove possibilità: tanto è solo una storia! Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla (A.Baricco, Novecento).

Si parte dai registri e dalle preziose testimonianze degli insegnanti per apprendere e approfondire eventi storici, con un obiettivo: iniziare una ricerca da documenti, fonti e testimonianze, studiare le informazioni ricavate e in seguito costruire una narrazione diaristica immedesimandosi nei ragazzi che hanno vissuto in quel periodo. Questa simulazione, mettendo in gioco sia le conoscenze che la fantasia e l’immaginario dei ragazzi, può ottenere validi risultati sul piano emotivo e come stimolo all’apprendimento. Per far questo i ragazzi avranno modo di rivivere il modo di far scuola ai primi del Novecento usando il pennino e il calamaio o visitando il museo della Scuola Primaria Manzoni che conserva arredi e suppellettili scolastici dell’epoca.

Data poi l'importanza della complementarietà tra i diversi linguaggi (verbali e visuali) che sviluppa potenzialità percettive e cognitive, evocando emozioni ed esperienze, le narrazioni saranno accompagnate da foto che testimonieranno la vita a scuola in quel periodo.

Quest’esperienza offre il privilegio di poter indagare sulla storia nella sua forma diretta, in una visione storica ancor prima che storiografica. Potrà essere, inoltre, affascinante poter toccare e avere a che fare con documenti che rappresentano pezzi di storia, per conoscere il nostro passato in un modo alternativo alla didattica tradizionale.

 

 

 

 

 

  

3 Marzo 1947

Caro Diario,

come già ti ho detto quest'anno sono in quarta e oggi con la mia classe abbiamo incominciato a "lavorare" l'orticello. Che bello! Una lezione all'aperto assolutamente diversa. Ci siamo divisi in gruppetti; alcuni di noi hanno scelto di sradicare la gramigna, altri di  raccogliere i sassi, altri ancora di vangare il terreno;  tutti noi abbiamo fatto qualcosa. Finiti i lavori più noiosi e "pesanti", abbiamo tracciato le aiuole e poi siamo passati al lavoro più delicato e divertente: la semina. Abbiamo diviso l'orticello in tante strisce  e poi abbiamo piantato i semi. La signora maestra ci ha detto di annaffiare le aiuole, noi ci siamo armati di annaffiatoi e abbiamo iniziato a bagnare il terreno, poi abbiamo incominciato a schizzarci di acqua ed è diventata una specie di guerra. Tornati in classe tutti bagnati, la maestra ci ha rimproverato e ci ha messo un nota sul quaderno. Tornato a casa i miei genitori  mi hanno fatto una ramanzina e mi hanno messo in punizione. Nonostante la punizione, ne è valsa la pena perché mi sono divertito molto!!!                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

                                                                                                                                            Luigi

(Scritto da Simone Rognoni 2ªB)

              

 

 

 

4 Gennaio 1947

 

Caro Diario,

è giunta la notizia della morte di un mio compagno di classe, Mondellini Luciano, il quale aveva già una malattia polmonare. Quando mi è giunta questa terribile notizia mi sono quasi paralizzato per alcuni secondi. Mi sono subito sentito molto a disagio perché era un mio grande amico e non riuscivo a credere che lui non fosse più tra di noi.

Tutti abbiamo deciso di organizzargli un funerale con i soldi che abbiamo raccolto in classe e di comprargli una corona di garofani, un piccolo omaggio per un grande amico. Dopo aver organizzato il funerale, insieme ai miei compagni, abbiamo scritto un breve testo da dedicare a Luciano, poche parole, ma molto sentite da tutti noi.

Ho pensato subito che senza di lui non sarei riuscito ad andare avanti. Sento un grande dolore dentro di me, un grande vuoto. Non è facile continuare la vita quotidiana, ma devo farlo, anche per Luciano.

Il mio caro amico rimarrà sempre nei miei pensieri.

                                                                                                                  Ora ti saluto,

                                                                                                                     tuo Emanuele

(Scritto da Andrea Serratore 2ªB)

 

 

 

 

 

 

14 Dicembre1929

Caro Diario,

oggi è un giorno come tutti gli altri: non mangio la mattina e neanche a pranzo perché la mia famiglia è molto povera. Pochi bambini riescono a mangiare un po’ di pane. Vado a scuola a piedi e abito anche lontano così, senza mettere niente sotto i denti, faccio una grande fatica ad arrivare a scuola. Questa mattina siamo stati fortunati perché, a sorpresa, ci hanno portato un delizioso caffelatte con un po’ di pane.

                                                                                                                                          Luciano    

                                                                                                                                  (scritto da Gioele Baggio 2ªA)

 

 

 

 

30 Gennaio 1926

Scuola Manzoni

Classe 3ªC

Caro Diario,

ormai sono trascorsi cinque mesi dall’inizio della terza elementare. Come ti ho già detto sono un ragazzo molto disordinato e già immaginerai le mie lezioni di bella scrittura e di igiene: sono un cataclisma!!! E non va meglio in  refezione!!! Oggi, ci hanno dato da mangiare la zuppa e ( come puoi già immaginare) me la sono rovesciata addosso!!! Sono stato mandato dal Direttore didattico insieme al mio compagno Antonio, il quale ha rovesciato il calamaio sulla cattedra della signora Maestra. Il direttore, dopo averci  a lungo sgridato, ci ha messo in castigo. Finita al scuola sono rimasto lì e ho dovuto scrivere per cento volte queste frasi : “IL paese ha bisogno di me, devo crescere; non posso rovesciarmi la zuppa addosso”.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Sono tornato a casa coi calli alle mani; ma ora sono a casa e posso stare con te, caro, caro Diario.

                                                                                                                                         Alessio

(scritto da Alessio Morlacchi  2ªC)

 

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